Ecco la proposta di alcuni Enti Autorizzati al futuro Governo nazionale

Adozioni internazionali: un bonus da 10mila euro per ogni adozione

Illustrati in Senato, dai portavoce di 20 Enti Autorizzati, il crollo nei numeri degli ultimi 6 anni e le misure di emergenza chieste con forza all’Esecutivo che verrà, per evitare la paralisi del sistema-adozioni in Italia Roma, 15 febbraio 2018 – Un bonus da 10mila euro per ogni famiglia adottiva a conclusione dell’adozione: è la misura di emergenza che 20 Enti Autorizzati hanno proposto e chiesto con forza al mondo della politica e al Governo che uscirà dalle urne il prossimo 4 marzo nel corso della Conferenza ‘Adozioni internazionali: un bene per tutti’, svoltasi oggi presso la Sala ‘Caduti di Nassirya’ del Senato della Repubblica.

L’alternativa inevitabile alla messa in campo immediata di questo provvedimento, infatti, sarebbe una progressiva paralisi del sistema dell’adozione internazionale, con le famiglie che non sceglierebbero più di adottare e la solitudine delle coppie nel loro percorso adottivo o post-adottivo, lasciando la Commissione Adozioni Internazionali senza più strumenti utili a evitare un clamoroso e dolorosissimo default.

La situazione di partenza, che i due portavoce – Pietro Ardizzi e Antonio Crinò – hanno presentato ai partecipanti alla Conferenza, è quella di un triennio, quello tra il febbraio 2014 e il giugno 2017, in cui la Commissione Adozioni Internazionali non ha svolto i propri compiti: nessun tavolo di lavoro, nessuna verifica effettuata sugli Enti, niente rimborsi alle coppie o agli enti per le procedure adottive completate, abolizione della ‘Linea CAI’, una sola riunione di Commissione neppure terminata e la dichiarazione di quattro accordi bilaterali con autorità estere, tuttavia non rintracciati.

Nel contempo, però, il numero delle adozioni in Italia è passato dalle 3.154 del 2011 alle

1.060 stimate nel 2017. Considerando le coppie, il numero di adozioni internazionali è sceso in 6 anni del 60,4%. Crollata anche la cifra media del conferimento incarichi, che nel 2011 era pari a 2.816,1 e nel 2017 è scesa a circa 1.000 (-64,5%). Accanto a questi numeri, i due portavoce hanno evidenziato anche l’aumento medio nei tempi necessari per concludere un’adozione internazionale, passati dai 2,08 anni del 2011 ai circa 3 del 2017 (+44,2%), con una stima di appena 3.327 coppie attualmente in carico in tutto ai 62 Enti Autorizzati. Cifre di un crollo che non era mai stato neppure sfiorato dal nostro Paese, tradizionalmente molto aperto all’adozione, almeno fino a qualche anno fa.

“Dopo anni di distrazione e dimenticanza della politica – sottolinea Pietro Ardizzi – chiediamo al futuro Governo un salto di qualità: pari dignità alla genitorialità adottiva, unica forma digenitorialità ancora discriminata, una condizione inaccettabile”.

Gli fa eco Antonio Crinò, secondo il quale “che la situazione fosse non solo drammatica, ma anche indegna di un Paese civile, famiglie adottive e molti enti autorizzati lo segnalano da tempo. La CAI insediatasi lo scorso giugno ha potuto verificare molto rapidamente la degenerazione in atto e sta facendo quanto è nelle sue possibilità. Ora sta al prossimo Governo decidere la sorte delle adozioni internazionali in Italia, intervenendo subito e con decisione o lasciandole morire con il conforto di qualche promessa di futuri e risolutivi interventi”.

Anche per questo, la Conferenza è stata l’occasione per ribadire, nel contempo, la necessità di tornare a regole chiare per ridare fiducia alle coppie, sia dal lato della Commissione Adozioni Internazionali che degli Enti Autorizzati.

Sul fronte degli Enti Autorizzati, la sfida sulle regole sarà legata a una suddivisione chiara, in relazione all’avanzamento della procedura adottiva, dei pagamenti richiesti alle coppie, all’autorizzazione di pagamenti solo con metodi tracciabili e alla loro effettuazione in Italia anche per la parte estera, come d’altronde previsto dall’art. 18 delle Linee Guida CAI del 2008.

Accanto a questo, gli Enti Autorizzati si sono impegnati ad aggiornare ogni mese sul proprio sito le cifre relative a numero di coppie in carico, adozioni realizzate e numero di minori entrati suddiviso per Paesi, pubblicando nel contempo anche i relativi costi aggiornati per Paese.

“Ci sta a cuore il destino delle adozioni internazionali – aggiunge Ardizzi – perché è il destino di molte coppie italiane e di molti bambini che aspettano una famiglia. Le adozioni internazionali sono un bene per tutti, ma per superare la grande crisi delle adozioni internazionali occorre ridare speranza, fiducia ed aiuto concreto alle coppie e ai bambini, imboccando la strada della gratuità dell’adozione”. Una strada che, peraltro, potrebbe aiutare un’Italia ferma ormai da troppo tempo sul fronte della natalità, come chiarisce Crinò, secondo il quale “l’entusiasmo e la fiducia nel futuro di una famiglia adottiva non sono qualità a cui l’Italia, Paese in pieno inverno demografico, può oggi rinunciare tanto a cuor leggero”.

Che adottare sia davvero ‘un bene per tutti’ lo confermano, tra l’altro, i dati dell’Osservatorio Nazionale di Federconsumatori, secondo cui una famiglia con reddito medio netto di 34.000 euro per portare un figlio adottato dai 6 anni (età media dei minori adottati) alla maggiore età investe – escluse le spese pubbliche – 119.700 euro.

Se il bonus adozione divenisse realtà, 1.500 adozioni costerebbero allo Stato 15 milioni di euro, ma porterebbero maggiori investimenti da parte delle famiglie adottive per 179 milioni di euro, con un saldo positivo di 169 milioni di euro per il Paese. Sempre in base ai numeri dell’Osservatorio, qualora si arrivasse alla gratuità dell’adozione, 2mila adozioni costerebbero allo Stato 50 milioni di euro (con un costo medio per adozione pari a 25mila euro), ma porterebbero a investimenti delle famiglie adottive per 239 milioni di euro (+189 milioni di euro nel saldo statale). L’adozione internazionale, dunque, sarebbe una scelta in grado di far bene anche alla nostra economia.

Ecco gli Enti promotori dell’iniziativa: A.F.N. – Ai.Bi. – A.M.I. – AMICI TRENTINI – A.MO – Fondazione AVSI – BAMBARCO – C.I.A.I. – CIFA – Ass.ne IL CONVENTINO – I FIORI SEMPLICI – IN CAMMINO PER LA FAMIGLIA – INTERNATIONAL ADOPTION – ISTITUTO LA CASA – LA MALOCA – MEHALA – N.A.A.A. – N.A.D.I.A. – N.O.V.A – SJAMO.